Nel corso di tre giorni di volo, l’aereo ha effettuato un totale di 90 parabole, ciascuna in grado di fornire circa 22 secondi di microgravità, preceduti e seguiti da fasi di ipergravità di 20 secondi fino a 1.8 g.
Queste particolari condizioni di volo hanno permesso al team di riprodurre alcuni aspetti chiave dell’ambiente presente sui piccoli corpi del Sistema Solare, come gli asteroidi rubble-pile.
L’esperimento ASTRI si è concentrato sull’interazione tra materiale vulcanico dell’Etna come simulante di regolite asteroidale e un sistema robotico rappresentativo di una gamba di atterraggio o di un meccanismo di campionamento, operante all’interno di una camera a vuoto.
L'obiettivo della campagna è migliorare la comprensione delle proprietà superficiali degli asteroidi e delle interazioni tra spacecraft e regolite attraverso l'analisi della profondità di penetrazione, del comportamento della superficie e della risposta meccanica durante il contatto.
I dati raccolti contribuiranno alla validazione e calibrazione di modelli numerici e digital twin, supportando la progettazione di future missioni di esplorazione degli asteroidi e lo sviluppo di operazioni di atterraggio e campionamento più sicure ed efficaci sui piccoli corpi del Sistema Solare.
La fase sperimentale rappresenta un importante traguardo del progetto. Attualmente è in corso l'analisi dei dati raccolti, mentre sono già in fase di pianificazione nuove campagne sperimentali, tra cui attività dedicate allo studio dell'interazione in condizioni di gravità lunare.
La campagna è stata condotta nell’ambito del progetto ERC TRACES (Transition in Rubble-pile Asteroid Chaotic Environment and granular Structures) guidato dal Prof. Fabio Ferrari ed è stata supportata dall'ESA attraverso il programma Air Zero G.
Il team desidera ringraziare anche Novespace per il supporto operativo e l'organizzazione della campagna sperimentale.


